{"id":888,"date":"2026-10-23T08:28:58","date_gmt":"2026-10-23T06:28:58","guid":{"rendered":"https:\/\/primopianosport.it\/?p=888"},"modified":"2026-10-23T08:28:59","modified_gmt":"2026-10-23T06:28:59","slug":"sansepolcro-la-voglia-di-ripartire-boncompagni-il-borgo-e-di-tutti-missaglia-dateci-tempo-per-crescere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/primopianosport.it\/?p=888","title":{"rendered":"Sansepolcro, la voglia di ripartire. Boncompagni: \u00abIl Borgo \u00e8 di tutti\u00bb. Missaglia: \u00abDateci tempo per crescere\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La presidente e l&#8217;allenatore bianconero a Tempi Supplementari. Una lunga chiacchierata tra calcio, giovani, difficolt\u00e0 e futuro. Con una domanda che attraversa tutta la puntata: quando torneremo a vedere il Sansepolcro di una volta?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono piazze nelle quali vincere una partita non basta. Sansepolcro \u00e8 una di queste. Qui il calcio ha una storia, una tradizione e soprattutto una maglia che per tanti anni \u00e8 stata indossata da ragazzi cresciuti a pochi chilometri dal Buitoni. Gente che magari non aveva il talento per arrivare tra i professionisti, ma che quando perdeva una partita ci stava male davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 anche da qui che siamo partiti nella puntata di <em>Tempi Supplementari<\/em> con <strong>Elisa Boncompagni<\/strong>, presidente del Vivi Altotevere Sansepolcro, e <strong>Claudio Missaglia<\/strong>, allenatore dei bianconeri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una puntata nella quale, lo ammetto, ho parlato anche da tifoso. Perch\u00e9 il Borgo \u00e8 una di quelle squadre alle quali sono legato e proprio per questo certe domande non potevo evitarle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La classifica, per una volta, l&#8217;abbiamo lasciata da parte. Volevo capire dove sta andando il Sansepolcro, quanto c&#8217;\u00e8 di concreto nel progetto della societ\u00e0 e soprattutto se sia possibile ricostruire quell&#8217;identit\u00e0 che negli ultimi anni, tra Serie D ed Eccellenza, sembra essersi un po&#8217; smarrita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne \u00e8 venuto fuori un confronto interessante. Boncompagni non si \u00e8 sottratta alle domande, Missaglia nemmeno. E qualche risposta, al di l\u00e0 dei risultati, merita attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Elisa, parto da te. Con tutte le difficolt\u00e0 che comporta guidare una societ\u00e0 come il Sansepolcro, rifaresti questa scelta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abS\u00ec, la rifarei. Io sono fatta cos\u00ec: quando decido di entrare in un progetto ci metto tutto quello che posso. Mio babbo Sergio si \u00e8 avvicinato al Sansepolcro rispondendo a una richiesta di aiuto arrivata da altri imprenditori del territorio. Credo che chi ha un&#8217;attivit\u00e0, chi lavora e ha avuto delle soddisfazioni, debba anche cercare di restituire qualcosa alla comunit\u00e0. Qui non parliamo soltanto della prima squadra. Abbiamo tantissimi ragazzi, 27 squadre da seguire, gli impianti, gli allenatori. C&#8217;\u00e8 un lavoro enorme che spesso da fuori non si vede. E poi c&#8217;\u00e8 un aspetto al quale tengo molto: dare a tutti la possibilit\u00e0 di giocare, anche a chi magari ha qualche difficolt\u00e0 economica\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questo \u00e8 un merito che al Sansepolcro ho sempre riconosciuto. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra questione. Io mi ricordo una prima squadra nella quale otto giocatori su undici arrivavano dal settore giovanile. Oggi quell&#8217;identit\u00e0 la vedo molto meno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abCapisco quello che dici e credo che una parte del problema venga proprio da questi continui cambiamenti di categoria. Quando passi dalla Serie D all&#8217;Eccellenza, e poi magari risali, non \u00e8 semplice dare continuit\u00e0 a un gruppo. I calciatori fanno le loro valutazioni, cambiano le esigenze. Due anni fa abbiamo vissuto un campionato bellissimo, abbiamo vinto e fatto felice tanta gente. Ma poi bisogna anche essere pronti a sostenere una categoria superiore. Il senso di appartenenza non lo ricostruisci in pochi mesi\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Claudio, tu sei arrivato sapendo che questa non \u00e8 una piazza semplice. Qui quando vinci sembra tutto normale, quando perdi arrivano le critiche. Che cosa ti ha convinto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abProprio il progetto. Quando ho parlato con la societ\u00e0 mi \u00e8 stato detto chiaramente che si voleva lavorare su pi\u00f9 anni, cercando di riportare i giovani in prima squadra. \u00c8 una cosa nella quale credo. Per\u00f2 dobbiamo essere sinceri: non basta prendere un ragazzo dal settore giovanile e metterlo in campo per dire che abbiamo fatto un bel lavoro. Bisogna vedere se \u00e8 pronto. E non parlo soltanto di tecnica. Ci vuole la testa, ci vuole la capacit\u00e0 di affrontare le difficolt\u00e0. Sono cose che si imparano con il tempo\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per\u00f2 questo Sansepolcro all&#8217;inizio ha faticato parecchio. Che cosa non ha funzionato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abAvevamo una squadra praticamente nuova e mancavano alcune caratteristiche. La societ\u00e0 \u00e8 intervenuta. Nelle prime partite arrivavamo anche abbastanza bene fino agli ultimi trenta metri, poi davanti facevamo fatica. Non \u00e8 che i ragazzi non si impegnassero, anzi. La disponibilit\u00e0 non \u00e8 mai mancata. Ma certe cose richiedono tempo. Io chiedo loro di provare, di sbagliare, perch\u00e9 \u00e8 anche cos\u00ec che si cresce. Se un giocatore ha paura di sbagliare, difficilmente migliora\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mi ha colpito una tua dichiarazione. Hai detto che devi crescere anche tu insieme alla squadra.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abEd \u00e8 vero. Sono al quarto anno da allenatore e questo \u00e8 il mio primo campionato di Eccellenza. Non sono Guardiola o Mourinho. Ho ancora tantissimo da imparare. Non posso pretendere che i ragazzi capiscano tutto immediatamente, anche perch\u00e9 alcune delle cose che chiedo non erano abituati a farle. Lavoriamo insieme da poco pi\u00f9 di due mesi. Io devo migliorare come allenatore e loro devono migliorare come calciatori. \u00c8 un percorso che facciamo insieme\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Poi arriva la vittoria a Umbertide. Io, da tifoso, sono contento. Tu invece hai avuto parecchio da ridire, soprattutto sul secondo tempo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abPerch\u00e9 abbiamo giocato male. Il risultato \u00e8 importante, ci mancherebbe, ma io non posso guardare soltanto quello. Se mi accontentassi della vittoria non farei il mio lavoro. Il secondo tempo non mi \u00e8 piaciuto per niente e l&#8217;ho detto. Dobbiamo essere contenti dei tre punti, ma anche capire che ci sono tante cose da sistemare\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Elisa, per te quella partita ha avuto un significato particolare. E non soltanto per la classifica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abS\u00ec, perch\u00e9 venivamo da giorni molto difficili. Il lutto che ha colpito Alessio Bracciatelli e la sua famiglia \u00e8 stato qualcosa che ha segnato profondamente tutti noi. Quando succedono queste cose il calcio passa inevitabilmente in secondo piano. Abbiamo un gruppo molto giovane e non \u00e8 semplice gestire emozioni cos\u00ec forti. Per\u00f2 ho visto i ragazzi stringersi attorno al loro compagno, ho visto una vicinanza vera. Claudio aveva ragione a essere arrabbiato per la prestazione, ma io ho guardato anche un altro aspetto. Quella domenica, per me, il gruppo ha dimostrato qualcosa di importante\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ecco, Claudio, torniamo ai giovani. Io vorrei rivedere un Sansepolcro che riesca a portare stabilmente in prima squadra i ragazzi cresciuti al Buitoni. State gi\u00e0 lavorando in questa direzione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abS\u00ec, e non da oggi. Fin dall&#8217;inizio ho parlato con la societ\u00e0 e con Valerio Piccinelli. Penso, per esempio, ad Ameletti, che \u00e8 un 2010 e si allena con noi. Quest&#8217;anno magari riuscir\u00e0 anche a trovare qualche occasione, ma il lavoro \u00e8 soprattutto per il futuro. Oppure penso ad Alunni, un 2009 che sta giocando. Non possiamo pretendere che un ragazzo di quell&#8217;et\u00e0 entri e ci faccia vincere le partite. Sarebbe sbagliato. Dobbiamo avere la pazienza di accompagnarlo, anche quando sbaglia\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Elisa, per\u00f2 il tifoso del Sansepolcro \u00e8 abituato a una certa storia. E quando vede la propria squadra in difficolt\u00e0 si arrabbia. Come vivi le critiche?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abLe accetto. Anzi, se una persona si arrabbia significa che al Sansepolcro ci tiene. Preferisco qualcuno che mi dica apertamente quello che pensa piuttosto che l&#8217;indifferenza. A qualche tifoso ho anche proposto di venire al Buitoni a bere una birra e parlarne insieme. Vorrei per\u00f2 che si capisse una cosa: oggi gestire una societ\u00e0 sportiva \u00e8 molto pi\u00f9 complicato di quanto si possa immaginare. Ci sono responsabilit\u00e0 e adempimenti importanti. Per fortuna abbiamo un gruppo di soci e imprenditori che ci crede, che partecipa e condivide le decisioni. Io non sono sola e questo per me conta moltissimo\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Sansepolcro, quindi, non \u00e8 la squadra della presidente Boncompagni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abAssolutamente no. Il Sansepolcro non \u00e8 mio, non \u00e8 dei vicepresidenti e nemmeno dei soci. \u00c8 di tutti. Io devo cercare di garantire che le cose vengano fatte bene, che ci sia una struttura e che le scelte non siano dettate soltanto dall&#8217;entusiasmo del momento. Abbiamo la responsabilit\u00e0 di costruire qualcosa che possa durare\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Claudio, ti faccio una domanda semplice. Per questo Sansepolcro viene prima la classifica oppure la crescita dei ragazzi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abLe due cose devono andare insieme. Perch\u00e9 noi dobbiamo fare punti, dobbiamo mantenere la categoria e cercare di vincere le partite. Ma nello stesso tempo dobbiamo pensare a quello che sar\u00e0 il Sansepolcro tra uno o due anni. Se riusciamo a far crescere dei ragazzi che poi potranno essere protagonisti in prima squadra, avremo fatto un buon lavoro. Non \u00e8 una cosa che si improvvisa\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Elisa, allora te lo chiedo da tifoso. Quando torneremo in Serie D?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abNon posso darti una data. Sarebbe troppo facile fare una promessa del genere. \u00c8 chiaro che vogliamo arrivare il pi\u00f9 in alto possibile, perch\u00e9 nello sport si compete per vincere. Ma ogni passo deve essere fatto quando siamo pronti. Se torneremo in Serie D, dovremo avere una societ\u00e0 e una squadra capaci di affrontarla. Non possiamo continuare a salire e scendere. Serve equilibrio, serve costruire\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 probabilmente questa la risposta pi\u00f9 importante arrivata dalla puntata. Perch\u00e9 nessuno pretende che il Sansepolcro torni in Serie D domani mattina. O meglio, ogni tifoso lo vorrebbe, ci mancherebbe. Ma chi ha vissuto tanti anni di calcio al Buitoni sa bene che una categoria si pu\u00f2 anche perdere. Quello che non si dovrebbe perdere \u00e8 l&#8217;identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Boncompagni ha parlato delle responsabilit\u00e0 della societ\u00e0, Missaglia del tempo necessario per far crescere una squadra e i suoi giovani. Non sono promesse di vittoria e non mettono al riparo dalle critiche. Quelle arriveranno ancora, soprattutto se i risultati non saranno quelli sperati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma almeno una cosa, dopo questa chiacchierata, \u00e8 emersa: il Sansepolcro sta provando a darsi una strada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso bisogner\u00e0 percorrerla. Senza cambiare direzione alla prima sconfitta e senza pensare di aver risolto tutto dopo una vittoria. Perch\u00e9 il Borgo ha bisogno di tornare a vincere, certo. Ma prima ancora ha bisogno di tornare a essere il Borgo.<\/p>\n\n\n\n<iframe src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/video.php?height=314&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1456585899993805%2F&#038;show_text=false&#038;width=560&#038;t=0\" width=\"560\" height=\"314\" style=\"border:none;overflow:hidden\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"true\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share\" allowFullScreen=\"true\"><\/iframe>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presidente e l&#8217;allenatore bianconero a Tempi Supplementari. Una lunga chiacchierata tra calcio, giovani, difficolt\u00e0 e futuro. Con una domanda che attraversa tutta la puntata: quando torneremo a vedere il Sansepolcro di una volta? Ci sono piazze nelle quali vincere una partita non basta. Sansepolcro \u00e8 una di queste. 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